La scuola è finita...

Chiuso il capitolo scuola anche per l'anno 2007/2008. Tempo di bilanci, recuperi e, soprattutto, riposo e vacanze. Anche per i più piccoli.

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di Manuela Magri

E con la consegna delle pagelle e il saluto a insegnanti e compagni di classe, si archivia anche l'anno scolastico 2007/2008, giunto, come sempre, alla sua conclusione. Tempo, quindi, di programmare le vacanze, godersi il meritato riposto e trarre qualche considerazione finale sui nove mesi di scuola appena trascorsi.
Indipendentemente da quello che è stato il rendimento del bambino e il risultato finale raggiunto, qualche considerazione di fine anno va fatta: quali sono state le difficoltà riscontrate, quali i momento più difficili e perché, quali le più grandi conquiste dell'anno (culturali e non)... É questo, inoltre, il momento per valutare il lavoro svolto dagli insegnanti, il livello generale raggiunto dalla classe e particolare dal proprio figlio, i bous e malus dell'Istituto in generale...


Ricordate, però, che un bilancio va fatto a cuor sereno, senza pregiudizi o rabbia di sorta. Se la pagella del bambino, quindi, non è stata quella che vi aspettavate, domandatevi prima se la colpa è sua oppure no:
ha fatto sempre il suo dovere?
I compiti a casa venivano eseguiti in fretta e senza voglia oppure con calma cercando di fissare quanto spiegato in classe?


Ha perso molte ore di scuola?
Durante le lezioni era attento e partecipe oppure spesso si distraeva perdendo buona parte delle spiegazioni?
Se capite che il piccolo ce l’ha messa tutta, cercate allora di capire cosa può essere andato storto: forse l’insegnante non era in grado di coinvolgerlo oppure la mole di lavoro era troppa per la sua età. Probabilmente necessita di qualche ora di studio in più rispetto ai suoi compagni e di qualcuno che lo segua a casa.
La pausa estiva è un’occasione per colmare le lacune e per fare in modo che sia pronto e in pari per quando la scuola ricomincerà. In questo caso, non perdete tempo e fate in modo che il periodo estivo risulti redditizio per lui che dovrà recuperare in tutte le materie in cui è rimasto indietro: lasciategli qualche settimana per riposarsi, dopodiché fate in modo che passi almeno un’ora tutti i giorni sui libri, col supporto, se necessario, di un insegnante di sostegno.

Aldilà, poi, di quelli che sono stati i risultati ottenuti dal bambino, cercate di capire se la scuola che sta frequentando è davvero adatta a lui: i corsi di lingua (obbligatori dal terzo anno in poi) sono strutturati in modo da essergli utili in futuro? Gli insegnanti sono madrelingua? La scuola è dotata di laboratori e di materiale multimediale?
Esiste la proposta di attivare dei corsi di informatica per bambini? La scuola ha pensato di realizzare delle attività per il tempo libero aperte a tutti coloro che desiderano partecipare (corsi di nuoto, di tennis, di musica…)?
Inoltre, la mensa scolastica propone un menu ogni giorno diversificato studiato da un dietologo attento ai bisogni dei bimbi? Il cibo è sempre fresco e di prima scelta?
La palestra è pulita e dotata di tutte le attrezzature necessarie per il bambino? Esistono degli spazi all’aperto dove il piccolo possa correre e giocare durante l’intervallo?

Se, dopo aver analizzato tutti questi aspetti, vi renderete conto che la scuola che vostro figlio sta frequentando è carente sotto diversi punti di vista, domandatevi cosa potrete fare in futuro per migliorarla e per migliorare di conseguenza la vita scolastica del bambino. L’anno prossimo, in sede di assemblee e durante le riunioni, saprete esattamente cosa chiedere e quali proposte avanzare, ricordando che un bimbo passa in classe molto del suo tempo e che, perciò, è importante che questo tempo sia speso al meglio, fornendogli tutti gli strumenti giusti per crescere e diventare grande.

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