Multa per… divieto di sosta

Per dire basta ai maleducati della strada e ai parcheggiatori selvaggi, il portale dell’Educazione Sostenibile lancia la campagna Stia al suo posto.

Multa per… divieto di sosta


Macchine parcheggiate sulle piste ciclabili o negli spazi destinati a motorini, moto e velocipidi. Automobilisti fermi sulle strisce pedonali che obbligano mamme, carrozzine e bambini a improbabili slalom per aggirare l’ostacolo. Gente che non conosce il cartello tondo blu e rosso di divieto di sosta.
Insomma, la maleducazione sulle strade è spudorata e sprezzante e interessa tutti, giovani e vecchi, uomini e donne, italiani e non, ricchi e poveri, ignoranti e professori… Come se la strada fosse terra di nessuno e non luogo pubblico in cui ciascuno ha il diritto di essere rispettato e il dovere di rispettare gli altri.

Per dire basta alla prepotenza e ai soprusi quotidiani, il portale dell’Educazione Sostenibile lancia la nuova campagna Stia al suo posto! il cui scopo è quello di porre un freno all’invasione di macchina parcheggiate selvaggiamente che invadono la città sottraendo spazio vitale ai ciclisti, mamme con passeggini e pedoni e a quanti di spostarsi in modo più sostenibile.


Aderire alla campagna è semplicissimo: è sufficiente, infatti, disegnare una multa che esprima, in modo simpatico, creativo e ironico, la propria richiesta di rispetto per gli spazi comuni, stamparla (magari su carta riciclata) e lasciarla sul parabrezza della macchina parcheggiata selvaggiamente.
Si tratta di una multa morale che vuole in qualche modo sensibilizzare gli automobilisti sul loro operato rendendoli partecipi di quelle che sono state le difficoltà riscontrate a causa della loro maleducazione e superficialità.


Per la creazione della multa è possibile usare i modelli presenti sul sito, oppure lasciarsi andare alla propria fantasia e creatività dando vita a 'multe morali' personalizzate (chi lo desidera potrà anche inviarle alla redazione di Educazione Sostenibile per vederle pubblicare sulla Mediagallery).

Insomma. La guerra alla maleducazione è cominciata. Diamoci da fare!

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  • Commento inserito da Alessia il 24 settembre 2009 alle ore 12:52

    Uso spesso la bicicletta per spostarmi (abito a Milano), andare in ufficio, fare la spesa... Aldilà del fatto che la situazione delle piste ciclabili a Milano è vergognosa (non so come funzioni altrove. Sicuramente qui è, a dir poco, imbarazzante), per difendermi dalle macchine, ultimamente ho cominciato a usare una tecnica non molto ortodossa. Ma è davvero l'unica cosa che penso possa scuotere gli animi dei maleducati:
    se trovo una macchina parcheggiata su una pista ciclabile gli rigo lo sportello.
    Se un automobilista mi apre lo sportello addosso mentre passo (ma è così difficile, prima di aprire, girarsi per controllare se arriva qualcuno?), anziché schivarlo, gli vado addosso.
    Inoltre, da pedone, chiamo i vigili ogniqualvolta vedo macchine parcheggiate in divieto di sosta (non per tutti i divieti. Ma per tutti i divieti che ledono la mia libertà di pedone di muovermi).
    Non sono pù disposta a tollerare nulla. So benissimo che certe azioni sono sbagliate e che non è la con la violenza che si cambiano le cose, ma di fronte a certi atteggiamenti, e dal momento che la gente sembra capire solo la legge del dio denaro, ecco provocar loro qualche danno economico (macchina rigata, multa, sportello da sistemare...) è l'unico modo per ottenere attenzione.

  • Commento inserito da Monica il 24 settembre 2009 alle ore 10:46

    Fantastico. Avevo avuto la stessa idea, ma non l'avevo mai fatto. Sono mamma da sette mesi e ogni giorno devo fare gli slalom per salire su un marciapiede a causa dell'inciviltà dei "padroni della strada". Multe a tutto spiano!!!

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