Il corpo delle neomamme

Un’iniziativa che mette a nudo il corpo delle donne con un intento diverso dai soliti: insegnare alle mamme e alle neomamme ad amarlo, a guardarlo sotto la giusta luce, ad apprezzarne le curve, le smagliature, le imperfezioni.
Il progetto, giunto con successo al quarto anno, si intitola A mother’s beauty e consiste in un servizio fotografico che coinvolge una quindicina di mamme per ogni edizioni fotografate semplicemente con la biancheria intima addosso e i loro bambini.
Non ci sono ritocchi, non ci sono finzioni. L’idea delle due ideatrice dell’iniziativa – le fotografe canadesi Aimee e Jenna Hobbs -, infatti, è proprio quella di opporsi allo stereotipo della mamma perfetta subito dopo il parto proposto da modelle e attrici e raccontare la perfezione in una chiave diversa: quella della maternità appunto, come momento di amore supremo.
Contro una società, quindi, che impone alle mamme un modello praticamente irragiungibile, le due fotografe valorizzano le imperfezioni perché segnale del grande miracolo avvenuto: quello di mettere al mondo un essere umano.

Intervistate le due fotografe (entrambe mamme) hanno spiegato che l’idea è venuta loro quando si sono rese conto di quanta sofferenza spesso accompagni le giornate delle neomamme che, chiuse in corpi che non riconoscono più come propri e che nell’immaginario comune sono considerati ‘brutti’, si rifiutano nei casi estremi di farsi fotografare, persino nelle foto di famiglia.
Proprio attraverso la fotografia, invece, Aimee e Jenna cercano di riabilitare la normalità. E non solo.
Di mostrare come cellulite e smagliature non solo siano il prezzo da pagare per l’amore incondizionato che se ne ricava in cambio, ma che addirittura sono una moneta di scambio poco costosa. Come a dire: il gioco vale la candela.

Senza nulla togliere a modelle e attrici, che assolutamente non sono né condannabili né criticabili, non per tutte il post maternità è un addome scolpito, gambe lisce e scattanti, seni perfettamente sodi.
Esiste una normalità che spesso è fatta di chili di troppo, mancanza di elasticità, pelle a buccia di banana, seno cadente.
E questo a prescindere dall’alimentazione seguita in gravidanza, dall’attività fisica svolta, da come si era precedentemente.
Ma il punto non è nemmeno riabilitare il grasso.

Semplicemente, ciò che si vuole fare, è riabilitare la normalità.
Ed esaltare il fascino supremo della bellezza della maternità.

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