Musica: ascolto precoce

Studi complessi di neufisiologia hanno messo in luce come l’ascolto della musica stimoli diverse zone cerebrali, migliorando le capacità cognitive del cervello e stimolando l’apprendimento. Questo sembra essere ancora più vero se riferito ai bambini, tanto più sei piccolissimi: l’ascolto della musica, infatti, oltre a essere piacevole e rilassante, è anche stimolante per la materia grigia che viene, in un certo senso, spinta verso una maggiore capacità di apprendimento.

MUSICA: LAVORO PER I DUE EMISFERI

Sempre studi recenti hanno messo in luce come la musica agisca su entrambi gli emisferi cerebrali, quello sinistro preposto all’apprendimento dei processi logico-matematici, interrogato per analizzare il ritmo e i suoni, e quello destro, responsabile dei processi creativi. Inoltre, consente l’attivazione dell’area di Brocca, coinvolta nei processi di apprendimento linguistico che verrebbe stimolata per riconoscere la sintassi musicale.

Ecco perché si può dire che la musica coinvolga l’essere umano a vari livelli e sia, in un certo senso, una disciplina completa che mette in moto capacità cognitive, linguistiche e motorie.

MUSICA SIN DAL CULLA

Non è mai troppo presto per avvicinare i bambini all’ascolto musicale. Già a 3 mesi, infatti, i bebè sono in grado di trarre piacere dalla musica e di “analizzare” i suoni quasi fossero dotati di un orecchio assoluto innato (facoltà che viene persa crescendo ma che può essere coltivata con un’educazione costante all’ascolto).

Insegnare a un bimbo ad ascoltare la musica non vuol dire tenere fisso un sottofondo musicale che riempia i singoli momenti della giornata, ma proporgli brani, classici o moderni, di valore che lo rilassino, lo divertano, gli siano di conforto… Insomma, esiste una colonna sonora ad hoc per ogni bambino. E non importa che si tratti di opera, rock, jazz, country, rap… Ciò che davvero è importante è abituare il piccolo a un ascolto consapevole.

Secondo gli esperti andrebbero, invece, evitate le canzoncine create appositamente per i piccoli, i ritornelli ossessivi, le storpiature di musiche e canzoni famose.

A 6 ANNI: PICCOLI SUONATORI CRESCONO

Con l’ingresso alla scuola primaria i bambini sono in grado di comprendere l’armonia. È questo, dunque, il momento migliore per avvicinarli allo studio di uno strumento musicale. Lo studio della musica, infatti, li aiuta a trovare concentrazione e nuovi stimoli d’apprendimento ed è utile per sviluppare l’area del cervello preposta alle analisi logico-matematiche. Sapientemente indirizzati, infine, possono sviluppare l’orecchio relativo che serve per individuare l’intervallo tra le note.

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