L’ufficio a casa mia!

Sono sempre di più le mamme che lavorano che, per ragioni organizzative, hanno deciso di trasferire a casa propria il loro lavoro. Tutti i pro e i contro di una simile scelta.

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Il telelavoro sembra aver risolto il conflitto che molte donne vivono dovuto alla difficoltà di conciliare la vita familiare con quella professionale e questo soprattutto quando in casa ci sono bambini che, da quando nascono sino a quando crescono, richiedono cure particolari, attenzioni, affetto e coccole. Per questo motivo, sono sempre di più anche in Italia le mamme che, per ragioni organizzative e per avere più tempo da trascorrere con i loro pargoli, hanno deciso di svolgere la propria attività lavorativa tra le mura domestiche in modo tale da garantirsi una maggiore flessibilità di orario evitando l’inutile perdita di tempo del raggiungimento del posto di lavoro e beneficiando di tutti i vantaggi che una scelta simile comporta.
Ma il telelavoro, ossia appunto il lavoro svolto da casa propria attraverso l’uso dei mezzi (informatici e non) attualmente a disposizione, richiede anche una certa capacità organizzativa, uno spazio all’interno delle mura domestiche in cui installare la propria postazione, una situazione familiare serena che contribuisca a favorire lo svolgimento delle proprie mansioni e tutta una serie di piccole accortezze che è bene tenere presenti al momento di decidere della propria vita professionale.


Innanzitutto, quando una soluzione simile è realizzabile e in che termini. Fondamentalmente, alle mamme che hanno bambini piccoli che magari ancora non frequentano l’asilo nido o la scuola materna e non sanno a chi lasciarli durante il giorno. Oltre al tempo che hanno a disposizione, infatti, il fatto di lavorare da casa comporta indubbiamente un notevole risparmio dal punto di vista economico abolendo la spesa di eventuali baby sitter e puericultrici.
È necessario, però, avere un’ottima padronanza dei mezzi informatici (molto del lavoro si svolgerebbe attraverso il computer, internet e la posta elettronica) e della strumentazione tipica degli uffici (fax, stampante, fotocopiatrice…) che dovranno essere in possesso della persona che opta per un telelavoro (nel fare i conti, quindi, è importante tenere conto anche della spesa per questi mezzi poiché non sempre è l’azienda a fornirli e a pagarne il mantenimento: bollette, cartucce, spese di collegamento alla rete…).
Poi, bisogna avere lo spazio nella propria casa per realizzare la postazione, spazio che deve garantire l’ottima resa di chi lavora e deve essere concepito come permanente.


I vantaggi, indubbiamente, sono molti, ma non pensate che da casa si lavori meno che sul posto di lavoro: a seconda del tipo di contratto, dovrete presupporre una prestazione continuativa, in orari o in materiale fornito, giorno dopo giorno.
Le professioni più indicate sono quelle legate al mondo dell’editoria (traduttori, collaboratori di riviste e siti internet, correttori di bozze, lettori, grafici…), i lavori di tipo contabile o amministrativo, quelli legati allo svolgimento di indagini di mercato. Ad ogni modo, bisogna tenere presente che non tutti i lavori a distanza possono essere interamente svolti da casa e che talvolta possa essere necessario recarsi in azienda per concordare le mansioni o programmare l’attività, prendere parte alle riunioni o assistere i clienti nelle professioni legate al marketing e simili.

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  • Commento inserito da Pam il 13 maggio 2016 alle ore 15:11

    BUON POMERIGGIO A TUTTE!!!



    Da quando ho scoperto di essere incinta mi sto informando molto su internet per capire come sarebbe lavorare da casa... Non mi cambierebbe la vita spostare il mio studio grafico in casa... però il problema che mi pongo, e a cui non ho ancora trovato risposta, è questo: come comportarsi coi clienti? Soprattutto con quelli nuovi che non si conoscono? Cioè... voi li fareste entrare in casa??



    baci!



    Spero che qualcuno possa "illuminarmi

  • Commento inserito da Antonella il 28 maggio 2009 alle ore 21:53

    Unico vero neo del telelavoro, che svolgo come giornalista free lance ormai da anni, è che in realtà si lavora sempre: non esiste una pausa pranzo, perchè se ci si stacca dal computer è per mettere su il ragù, non esiste una pausa caffè, perchè in quel caso si stende la biancheria, magari col cellulare in bilico mentre si risponde a una chiamata cercando di essere professionali. Accendo il PC alle 7, più che altro per abitudine anche se magari fino alle 10 non inizio a lavorare, e lo spengo alle 23 perchè ogni momento è buono per controllare la posta, cercare informazioni, scrivere due righe, correggere un testo. Addio anche al sacrosanto week end, se c'è da consegnare il testo e in settimana ho "perso" del tempo ai giardinetti con in bambini (ma che bello!) devo necessariamente recuperare. E poi, attenzione, niente ferie pagate, niente malattia pagate, niente di niente: però la soddisfazione di non dover battere i tacchi a ogni sospiro del capo, di prendersi ferie non quando decidono gli altri ma quando se ne ha bisogno o semplicemente voglia, di andare a prendere i bambini a scuola e portarli alle feste, in piscina e a vedere una mostra il martedì pomeriggio, di passeggiare con il cane per un'ora al parco tutti i giorni, di cucinare con calma, di accogliere tutte le sere il marito che torna a casa con un sorriso e non con il fegato grosso per l'ennesimo stupido litigio col collega, è impagabile. Molto meno stress, non meno lavoro, questa è la verità.
    Va detto, a onor del vero, che è necessaria una grande concentrazione, organizzazione e forza di volontà per non distrarsi troppo (il rischio di perdersi via a fare altro è sempre dietro l'angolo) e rimanere aggiornati: il pericolo è quello di chiudersi, anche mentalmente, dentro le quattro mura di casa. Ma il gioco, secondo me e per come sono fatta io, vale assolutamente la candela...

  • Commento inserito da Lpam il 28 maggio 2009 alle ore 18:58

    Interessante !! Qualche sito da consigliare ?
    Grazie
    Pat

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