Certificati medici: il punto della situazione

Argomento caldo in queste settimane per tutte le famiglie che si apprestano a iscrivere i bambini a corsi sportivi e ad attività motorie extra-scolastiche, i certificati medici hanno un costo che incide notevolmente sul bilancio familiare. Soprattutto se i figli sono più d'uno. Ma sono davvero obbligatori?

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Togliamo subito ogni dubbio: sebbene i certificati medici non siano, di fatto, più obbligatori salvo alcune eccezioni, palestre e centri sportivi possono continuare a farne richiesta facendoli rientrare nella documentazione necessaria da portare all'atto dell'iscrizione.
Trattandosi, per lo più di strutture private, opportsi non servirebbe a nulla: le condizioni per iscrivere il bambino al corso vengono decise dalla struttura stessa e a poco serve opporre resistenza.


Quando, però, i certificati medici sono davvero obbligatori?
  • Per le attività agonistiche
  • Per le attività non agonistiche praticate con regolarità organizzate dalle scuole
  • Per chi fa sport all'interno di centri associati alle Federazioni o al CONI

Non è, invece, obbligatorio per tutte le attività ludico-motorie a meno che, appunto, non sia la struttura stessa a richiederlo spesso per ragioni assicurative.



I certificati medici, emessi dal proprio medico curante, dal pediatra o dai medici del CONI hanno un costo variabile che va dai 20 a 40€.
Le visite dovrebbero consistere in un'amenesi generale che attesti lo stato di salute del bambino e un elettrocardiogramma a riposto (generalmente, però, questo esame non viene effettuato sui bimbi per i quali ci si limita a una semplice auscultazione). Per gli adulti, un altro esame è la misurazione della pressione e, in alcuni casi, l'elettrocardiogramma basale.

Per quanto riguarda i più piccoli, il medico, oltre ad attestarne lo stato di benessere e, quindi, l'idoneità alla pratica sportiva, dovrebbe fornire al genitori informazioni relative alla compatibilità fisica del bimbo con lo sport scelto. Poiché, infatti, lo sviluppo dei bambini non è uguale per tutti, il pediatra potrebbe stabilire che una particolare disciplina non apporterebbe giovamenti fisici al bimbo ma, anzi, potrebbe causargli in seguito dei problemi. E spetterebbe al medico indicare al genitore quale potrebbe essere la disciplina sportiva preferibile date le caratteristiche fisiche del piccolo che la praticherà.

Spesso, invece, questi esami si riducono a una mera formalità utile solo per evitare problemi alle strutture sportive.
 

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