Tradizioni di Carnevale (a tavola)

Tradizioni e ricette tipiche di Carnevale che si sono tramandate nel tempo diventando adesso un 'must' sulle nostre tavole. Dalle principali regioni italiane.

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Tradizioni di Carnevale (a tavola)


I FAGIOLI GRASSI DEL CANAVESE (CARNEVALE DI IVREA)
La tradizione risale al Medioevo quando in alcuni periodi dell’anno le Confraternite usavano distribuire razioni di fagioli ai poveri della città. Si racconta anche che nel giorno dell’Assunta i signori di Ivrea fossero soliti donare alle famiglie bisognose sacchi di legumi secchi e che queste, affamate ma orgogliose, in segno di disprezzo e di protesta contro la tirannia dei padroni, gettassero sul selciato l’elemosina. Da allora quella della fagiolata divenne una tradizione tipica della cittadina piemontese e da gesto di beneficenza prese ad assumere un’impronta festaiola che ben si addiceva al clima carnevalesco. Fu così che iniziò l’usanza di distribuire piatti di fagioli grassi durante i giorni del Carnevale. La ricetta è molto semplice ma ricca e sostanziosa come tutti i piatti della cucina povera: in grandi calderoni bollono già a partire dal giorno precedente alla distribuzioni quintali di fagioli, accompagnati da salamelle e cotiche di maiale. Il tutto servito caldo con pane casereccio.


FARINELLA IN TUTTE LE SALSE (CARNEVALE DI PUTIGNANO)
La farinella è un antico piatto contadino preparato con orzo e ceci sapientemente tostati e ridotti in farina integrale con l’aggiunta di poco sale. In passato questo era l’unico sostentamento assieme ai fichi secchi per il duro lavoro dei campi dei contadini e veniva conservata in un sacchetto di tela chiamato volgarmente “u volz” accompagnata con erbe aromatiche e cipolle selvatiche. Oggi giorno, questo piatto povero e saporito, è entrato a far parte della tradizione di Putignano e viene servito nei giorni del Carnevale preparato in vari modi, salati e dolci. Una ricetta molto buona che incontra sempre il gusto dei più piccoli sono i dolcetti di farinella realizzati con burro (550 g), zucchero (350 g), 500 g di farinella di ceci e 500 g di farinella d’orzo, 4 uova, 2 tuorli, la buccia del limone e delle arance grattugiate, cannella e un poco di latte. Gli ingredienti vengono lavorati insieme fino a ottenere un impasto omogeneo che viene poi versato al centro delle farine disposte a corona, impastato velocemente, lasciato riposare per circa un’ora, trasformato in biscottini e cotto nel forno per 15 minuti a 160°.

GLI STRUFFOLI NAPOLETANI


È la variante napoletana della famosa Cicerchiata abruzzese diffusa comunque in tutto il centro Italia. Si tratta di un dolce tipico a Napoli molto colorato e gustoso, probabilmente di provenienza araba. Si prepara con 1 kg di farina, 3 uova, 50 g di burro, 130 g di zucchero, 1 bicchiere di anice, 1 pizzico di bicarbonato, la buccia di 1 limone, 250 g di miele, confettini colorati e argentati di varie dimensioni e forme. Si dispone la farina a fontana e la si lavora con le uova, 100 g di zucchero, il burro, l’anice, la buccia di limone. Si impasta il tutto, si formano dei bastoncini, li si taglia a pezzetti e li si frigge in olio bollente. Nel frattempo, si scioglie lo zucchero restante con l’acqua, lo si unisce al miele e agli struffoli mescolando per 10 minuti delicatamente in modo che le palline non si disfino. Si sistema tutto su un vassoio formando una montagnola e si guarnisce con i confetti colorati, i “cannulilli” e i “diavolilli”. L’allegria di questo dolce, a cui in origine erano state attribuite proprietà energetiche, ricorda il calore del popolo napoletano ed è perfetto per celebrare il clima festaiolo del Carnevale (anche se, in origine, gli Struffoli erano soprattutto un dolce tipico natalizio).

Per tante altre informazioni sul Carnevale cliccate qui. Se, invece, volete raccontarci quali sono le tradizioni tipiche del vostro paese o della vostra regione oppure avete realizzato in casa un costume particolarmente divertente per il vostro bambino e volete mostrarcelo, collegatevi al nostro blog e scriveteci.

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