Placenta previa. Rischi e contromisure

Cos'è la placenta previa? Quali rischi può comportare durante la gravidanza e il parto? Quali sono le contromisure per evitare problemi durante l’attesa?

Articoli Correlati


La placenta è chiamata previa quando è installata nella parte bassa dell’utero, davanti alla parte di presentazione fetale. Se questa condizione non deve destare particolare preoccupazione nei primi mesi di gravidanza (fino più o meno alla trentesima settimana) dal momento che l’utero, aumentando di volume, tenderà a spingerla verso l’alto, con il procedere della gestazione, se la placenta non risale, è bene avere alcune accortezze per evitare problemi al feto.


SINTOMI
Si parla, appunto, di placenta previa solo con la seconda metà della gravidanza.
Il principale segnale di una simile situazione è rappresentato dal sanguinamento vaginale, con sangue di colore rosso intenso e sanguinamento indolore e, apparentemente, senza alcuna causa (raramente, infatti, si registrano contrazioni o dolore) che può essere intermittente e di diversa intensità.

Per quanto non vada sottovalutato, quindi, un sanguinamento indolore non è quasi mai sintomo di distacco di placenta ma segnale proprio di un posizionamento anomalo della placenta nell’utero.
In linea generale, perdite ematiche dovute a placenta previa non compromettono la salute del feto e non lo mettono in condizione di stress.

COSA FARE
È molto probabile che il ginecologo abbia già segnalato nelle settimane precedenti la presenza di placenta previa. Di fronte a un sanguinamento improvviso e indolore a partire dalla 28° settimana e a una diagnosi di placenta previa nella settimane precedenti è, quindi, molto probabile che non ci sia nulla di grave di cui temere e che la causa vada cercata proprio nella posizione della stessa.
A ogni modo, come sempre di fronte a episodi di perdite ematiche in gravidanza, è bene fissare una visita ginecologica che, tramite ecografia addominale e, in caso, transvaginale, accerterà o meno la presenza di placenta previa e ne classificherà la gravità secondo una scala che va da I e II grado (episodi meno gravi, spesso accompagnati da sanguinamento scarso o assente) a III e IV grado.
Nei casi meno gravi, la tendenza generale è tentare di portare avanti la gravidanza in modo naturale giungendo al termine delle settimane di gestazione e di optare per un parto vaginale.
In questi casi, di solito, alla mamma viene consigliato riposo, astensione dai rapporti sessuali e riduzione dell’attività fisica svolta.

Di fronte, invece, a una placenta previa di III e IV grado, dopo aver valutato anche l’intensità del sanguinamento, si opta di solito per un parto cesareo, talvolta anticipato per evitare sofferenze al feto.

Commenta questo articolo

Ricetta della settimana

Forse ti potrebbe interessare
Esenzione-ticket-pregnancy

Esenzione da ticket in gravidanza

A chi viene riconosciuta, a quali prestazioni sanitarie dà diritto e da chi devono essere prescritte. Facciamo il punto sull'esenzione del ticket in gravidanza.

continua »
Nomi2017

I nomi più amati dagli Italiani secondo l'Istat

E con il 2017 ormai agli sgoccioli, vediamo un po' quali sono stati, secondo l'Istat, i nomi che gli Italiani hanno scelto maggiormente nel 2016 per i loro bambini. Sul podio gli evergreen Francesco, Sofia, Alessandro e Leonardo. 

continua »
Gravidanza-alimentazione

Natale e gravidanza: 6 piatti da evitare durante le feste

Che gioia il Natale con il pancione. Ma che fatica sopravvivere ai pranzi e alle cene delle feste. Soprattutto considerato che alcuni cibi andrebbero evitati del tutto per non compromettere la salute del bimbo. Ecco quali.

continua »
Bonus-bebe2018

Bonus bebè: dal 2019 varrà la metà

Confermato il bonus bebè di 960€ per il 2018 che sarà, però, ridotto del 50% a partire dal 2019. In altre parole, parents to be datevi da fare nei prossimi mesi se volete usufruirne a cifra intera. 

continua »
Cerca altre strutture







Ricetta della settimana

I piú cliccati
Seguici sui network