Sostanze tossiche nei prodotti per bambini

Fenossietanolo, ftalati, parabeni… sono solo alcune delle sostanze chimiche presenti in numerosi prodotti di uso comune che potrebbero arrecare danno alla salute dei bambini. Ecco dove si trovano e in cosa consistono.

di Manuela Magri

Il fenossietanolo è una sostanza largamente utilizzata nell'industria cosmetica non solo per la sua nota azione antimicrobica che evita il prolificare di muffe e lieviti, ma anche perché svolge un ruolo importante nella riduzione dell'evaporazione del profumo. Il Comitato Scientifico sulla Sicurezza Consumatori dell’Unione Europa ne ha autorizzato l'utilizzo a patto, però, che la sua concentrazione non superi l'1% del totale. Alcuni studi, infatti, mostrano come l'esposizione prolungata, orale o cutanea, a questa sostanza, sia tossica per la riproduzione e lo sviluppo. Questo è particolarmente vero per quei prodotti che non prevedono risciacquo. Per esempio, le salviette umidificate per l'igiene del neonato (leggendo le etichette è importante controllarne non tanto la presenza - che è pressoché costante per evitare la prolificazione batterica. Quanto piuttosto la percentuale).
Ecco perché medici e personale sanitario, soprattutto nei primi mesi di vita del bambino, consigliano per lavare il bebè, il semplice uso di acqua e sapone naturale (il sapone di aleppo, per esempio).



Gli ftalati, sostanze chimiche prodotte dal petrolio, sono i plastificanti più comuni al mondo. Le categorie merceologiche che li contengono sono numerosissime, dalle apparecchiature mediche alle calzature, dai cavi elettrici agli oggetti di cancelleria, dalle pavimentazioni ai cosmetici… Non mancano, naturalmente, nei giocattoli e negli articoli per l'infanzia, anche se dal 1999 il loro utilizzo è stato considerevolmente ristretto dall'Unione Europea. In particolare è stato vietato l'uso di DEHP, DBP e BBP. Così come di DINP, DIDP e DNOP. Questo per evitare che il bambino, mettendo in bocca e succhiando il gioco, possa essere esposto a una prolungata e, di conseguenza rischiosa, esposizione agli ftalati.
Per maggiori informazioni sull'argomento www.ftalati.info.


I parabeni, sostanze organiche presenti nel regno vegetale, sono da anni utilizzati nell'industria cosmetica, alimentare (con le sigle con le sigle E 214, E 216, E 217, E 218, E 219) e farmaceutica per le loro proprietà antibatteriche e fungicide. La pericolosità legata a un loro utilizzo, in realtà, al momento è fonte di grande dibattito. Sembrerebbe, infatti, che un uso prolungato di prodotti contenenti parabeni possa compromettere il sistema riproduttivo oltre a causare un'alterazione dell'azione estrogenica. Sebbene siano contenuti in numerosi prodotti cosmetici per l'infanzia, il consiglio è, laddove possibile, di utilizzare prodotti semplici (acqua, sapone…) ed, eventualmente, optare per marche che non presentino parabeni al loro interno o, quanto meno, che utilizzino una percentuale limitata di questi ultimi (tenendo, però, sempre conto del fatto che spesso l'assenza di un conservante implica la presenza di un altro e che, tra i conservanti, i parabeni sono considerati i meno dannosi per la salute).

E' necessario, poi, porre attenzione ai prodotti che contengono sostanze quali petrolatum, paraffinum liquidum, mineral oli. Si tratta di derivati del petrolio utilizzati come condizionanti, solventi ed emollienti. La Comunità Europea li ha inseriti tra i cancerogeni di classe II. Si trovano, in particolare, negli oli per bambini e consentono di formare una barriera tra l'epidermide e l'ambiente che permette di mantenere più o meno costante il livello di idratazione della pelle.
Per una maggiore idratazione, il consiglio è quello di usare solo oli naturali. Per esempio l'olio di mandorle.

Come si leggono le etichette (INCI) e come sono tutelati i consumatori
Come per i prodotti alimentari, gli ingredienti presenti nei prodotti cosmetici vengono indicati in ordine decrescente, da quello presente in percentuale più alta sino a quello contenuto in percentuale minima.
In Europa, comunque, esistono direttive precise su quello che può essere inserito all'interno di un prodotto (e la percentuale di inserimento) perché questo non risulti, alla lunga, dannoso per la salute.
Per maggiore chiarezza, però, il consumatore può consultare alcuni siti internet che indicano, per ciascuna sostanza, il grado di pericolosità. Tra questi, quello di più semplice consultazione e dettagliato è www.biodizionario.it

  • Commento inserito da alina il 23 aprile 2015 alle ore 02:58

    Mi sento di consigliarvi i prodotti della Puris Admiranda, il sito produttore mette a disposizione l'inci anche sul sito.Sono prodotti formulati benissimo, senza fenessitolo, sles, sls, senza parabeni e oli minerali.Io stò usando le salviettine, il Dolce Bagno e la pasta protettiva.

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