Viaggi: un bagaglio di conoscenze

Viaggiare significa ampliare i propri orizzonti, scoprire nuove realtà, conoscere. Ma anche imparare ad apprezzare le meraviglie del mondo che ci circonda.

Nonostante le prossime vacanze (ponte del 1° novembre, ponte dell'Immacolata, vacanze di Natale...) siano ancora un miraggio lontano, per le famiglie con bambini che hanno in programma un viaggio il tempo di organizzazione è decisamente più lungo rispetto alle altre. Non solo perché è necessario muoversi per tempo per rintracciare la struttura più adatta per le proprie esigenze (cercando anche di risparmiare), ma anche per preparare i piccoli al futuro viaggio che li vedrà protagonisti.
Con il bimbo, quindi, parlate a lungo del viaggio che affronterete, degli incontri che potrà fare. Evocate la storia, la cultura dei popoli che scoprirà, la natura e gli animali che popolano i Paesi che attraverserete. Fatelo partecipare tracciando sulla cartina il vostro itinerario. Ne approfitterà per dire la sua e per imparare in anticipo ciò che vedrà.


Contate sulle formidabili capacita di adattamento dei piccoli. La loro presenza, inoltre, favorirà il contatto con la gente del posto permettendo di stabilire un rapporto di confidenza tra genitori e genitori di cui, proprio i bambini, saranno il cemento. Senza contare che il fatto di incontrare culture diverse dalla sua, vedere da vicino altri mondi e altre condizioni sociali..., costituirà per il piccino una scuola di vita.

I bambini che muovono i primi passi sono i compagni di viaggio pil difficili: si adattano poco per quanto riguarda il cibo, hanno la tendenza a raccogliere qualsiasi cosa, soffrono le limitazioni che voi gli ponete.
Il lato positivo è che in questa fase di età sono interessatissimi a tutto ciò che li circonda e difficilmente sembrano annoiati.


Viaggiare diventa, però, un'esperienza più piacevole quando i bimbi cominciano ad avere più di quattro anni. A quest'età, infatti, riescono con più facilità a intrecciare relazioni interpersonali con i loro coetanei e sono in grado di partecipare alla programmazione del viaggio.
A dieci anni saranno, invece, più esigenti e non riuscirete sempre a imporre loro di seguirvi. Dovrete scendere a patti, concedendo magari qualche giornata intera dedicata ai giochi e al divertimento in cambio di giorni impegnati a visitare templi o rovine. Se insegnate loro fin da subito, comunque, quanto può arricchire tutto quello che possono imparare trascorrendo una vacanza dedicata alle visite di città e luoghi d'arte, potrete infondere in loro un bagaglio che sarà loro utile in futuro.

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