Cellulare al campus ai bambini. Favorevoli o contrari?

In queste settimane, molti bambini si apprestano a frequentare campus residenziali che prevedono il pernotto presso la struttura e la lontananza da casa per qualche giorno. È giusto o no dotarli di cellulare per sentire i familiari? 

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Il tema è controverso. Per i bambini che si apprestano a frequentare campus estivi residenziali il dubbio di molte famiglie è se dotarli o meno di un cellulare in modo che possano sentire i genitori e chiamare in caso di problemi.
Tante strutture, al proposito, fissano un regolamento interno:


  • cellulare vietato in qualsiasi momento del giorno e della notte
  • cellulare ammesso solo in alcune fasce orarie e solo per motivi seri
  • cellulare consentito solo dopo una certa età

Per quelle che, però, non danno indicazione in questo senso, laddove la scelta è delegata a mamma e papà, come comportarsi?


LE RAGIONI DEL SI

Il cellulare è sicuramente uno strumento comodo per mettersi in contatto con il bambino e sapere se è tutto a posto o ci sono problemi. In particolare per i bimbi più piccoli o più insicuri, sapere di poter contattare i genitori in qualsiasi momento, è senz'altro un motivo di sicurezza, che li fa sentire meno soli e 'abbandonati'. 
Il cellulare viene, quindi, spesso concesso dando al piccolo direttive chiare in merito al suo utilizzo: 
serve solo per chiamare mamma e papà, si usa solo quando davvero non se ne può fare a meno o in fasce orarie concordate al di fuori delle quali va tenuto chiuso in un cassetto, spento.
Il dubbio: siamo davvero sicuri che il cellulare possa aiutare i bambini a superare paura e insicurezza oppure è solo uno strumento attraverso il quale i genitori portano avanti una forma di controllo che rassicura più i grandi che i piccoli?

LE RAGIONI DEL NO

I campus estivi non sono solo un modo per 'piazzare' i bambini da qualche parte mentre mamma e papà lavorano. Per molti bimbi rappresentano davvero la prima occasione per prendere le distanze dalla famiglia, responsabilizzarsi e diventare autonomi.
Il cellulare, quindi, altro non è che una sorta di cordone ombelicale che si ha paura di tagliare.
Tante strutture, poi, anche laddove non esiste un regolamento chiaro, ne sconsigliano l'uso nella convinzione che il contatto continuo con la famiglia aumenti la possibilità di soffrire di nostalgia, riportando i piccoli nella dimensione domestica e allontanandoli dalla realtà che stanno vivendo, completamente diversa da quella da cui arrivano.
Inoltre, se la struttura è fidata, non ci sono dubbi che non esiterà a contattare i genitori in caso di problemi davvero gravi e seri, mettendoli tempestivamente al corrente di quello che sta succedendo.
Il dubbio: il cellulare non rappresenta forse più una fonte di sicurezza per i genitori piuttosto che per i bambini? Un modo per sentirsi meno in colpa per averli lasciati andare?

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