Mal di montagna: di cosa si tratta?

Vacanze ad alta quota con i bambini. Come comportarsi? Che fare e quali precauzioni prendere se la destinazione finale supera i 2500 metri? Ecco alcuni consigli.

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Mal di montagna: di cosa si tratta?


Se il mare è senz'altro la destinazione preferita degli Italiani, la montagna non manca di richiamare ogni anno centinaia di turisti in cerca di pace, tranquillità e natura. Tra questi, numerose sono le famiglie anche con bambini molto piccoli che scelgono la montagna per gli indiscussi benefici che essa comporta:

  • la possibilità di trascorrere un lungo periodo immersi nella natura;
  • la qualità dell'aria, generalmente migliore rispetto a quella che si respira in città e, in alcuni casi, anche al mare;
  • il miglioramento di patologie croniche delle basse e alte vie aeree (bronchiti, sinusiti...);
  • l'aumento del numero dei globuli rossi

Al contempo, però, è necessario conoscere quelli che sono i rischi legati a un repntino sbalzo di altitudine e le precauzioni da prendere per evitare che il mal di montagna trasformi la vacanza in un incubo.



COSA SI INTENDE PER 'ALTA QUOTA'
Si considerano d''alta quota' tutte quelle località che si trovano al di sopra dei 2500 metri di altitudine. Se questo è il limite entro il quale i bambini non dovrebbe avere alcun problema, i neonati non dovrebbero salire oltre i 1200 metri o, quanto meno, non farlo in modo repentino.


COME RICONOSCERE IL MAL DI MONTAGNA NEI BAMBINI

Il mal di montagna è causato dalla scarsa concentrazione di ossigeno nell'aria e dalla difficoltà di adattamento dell'organismo. Naturalmente, la risposta del fisico alla quota è soggettivo e il quadro clinico varia a seconda della persona interessata.
Negli adulti si manifesta spesso con mal di testa, apatia, difficoltà respiratorie e fiato corto.
I bambini, invece, appaiono nervosi e inappetenti con poca voglia di giocare e muoversi. Il vomito è talvolta un sintomo preciso, così come l'insonnia. In presenza di questi sintomi il consiglio è quello di scendere a valle e ritentare la salita con tappe intermedie in modo che il fisico abbia il tempo di abituarsi ai cambi di quota.
Il mal di montagna, definito anche AMS (Acute Mountain Sickness) si manifesta dopo 6/12 ore dall'arrivo ad alta quota.

ACCLIMATAMENTO ALLA QUOTA E ALTRI CONSIGLI
Come prevenire il mal di montagna? Premesso che non è detto che si manifesti (né nei bambini né negli adulti), il modo migliore per evitare problemi consiste nell'evitare le salite troppo rapide e lasciare all'organismo il tempo e il modo per acclimatarsi. Sopra i 2500 metri, quindi, sono consigliabili ascensione di 300 metri per volta con almeno una notte di riposo durante ogni tappa intermedia. In questo modo l'organismo ha modo e tempo di abituarsi e il rischio di AMS diminuisce notevolmente.
I primi giorni soprattutto è preferibile riposare quanto più possibile in modo da preservare le energie e aiutare il corpo ad adattarsi alla quota. 
I bimbi in particolare dovrebbero rrimanere tranquilli, bere molto ed evitare gli sforzi inutili (correre, saltare, arrampicarsi). Nei primi giorni è auspicabile, perciò, coinvolgerli in attività rilassanti e tranquille che li aiutino nel processo di acclimatamento.
L'acqua è un alleato prezioso in questo percorso di adattamento: non solo, infatti, aiuta la fluidificazione del sangue facilitando il trasporto dell'ossigeno a tutti gli organi, ma riduce la secchezza del corpo causata dall'eccessiva secchezza dell'aria.

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