La scuola tecnologica

In pompa magna per l’anno scolastico 2012 – 2013 fa il suo ingresso nelle scuole italiane la tecnologia: dai tablet per gli studenti più grandi, ai pc, alle lavagne elettroniche la scuola diventa digitale. Come stanno le cose veramente?

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di Manuela Magri

Era stata annunciata nei mesi scorsi, con squilli di trombe e rombi di tamburi, la grande novità fortemente voluta dal Ministero dell’Istruzione che avrebbe interessato il mondo scuola alla riapertura dell’anno scolastico 2012-2013: gli alunni e gli studenti di tutti gli ordini e gradi (o quasi) avrebbero trovato ad attenderli sui banchi di scuola al loro rientro dalle vacanze la tecnologia.
Computer, tablet, le misteriose lim (lavagne interattive multimediali), banda larga, ebook…. La scuola italiana, finalmente, avrebbe provato il brivido di essere al passo con i tempi diventando scuola 2.0.


Naturalmente, come spesso succede, l’iniziativa si è guadagnata il plauso di tutti ed è sicuramente notevole che in un momento di crisi si sia pensato di investire proprio nella scuola che da sempre, per lo meno dalle nostre parti, è stata il fanalino di coda delle scelte economiche dei governi.

Il dibattito, però, è sorto spontaneo, fomentato dal web, dai media, da genitori, insegnanti e anche studenti: ma non sarebbe più corretto cercare prima di sistemare le innumerevoli magagne della scuola (e stiamo parlando proprio di magagne strutturali – edifici fatiscenti, aule malsane, banchi e sedie vecchi di 100 anni, carenza di personale, insegnanti precari non in grado di garantire la continuità dell’insegnamento…), prima di investire soldi pubblici in materiale che cozza contro la realtà di fatto delle cose?

La rete a questo proposito è stata agguerrita. I social network sono stati teatro di vere e proprie battaglie per stabilire quali dovessero essere le priorità (di spesa) della scuola pubblica.
Non sempre LIM e tablet hanno trovato sostenitori pronti a difenderli con le armi.

Potrebbe essere interessante, a questo proposito, aprire un dibattito anche sul nostro sito, partendo dal presupposto che chi meglio di insegnanti e genitori può conoscere la verità relativa alla stato di cose della scuola frequentata dal proprio figlio.
Sarebbe anche interessante comprendere come la scuola digitale venga effettivamente incontro alle esigenze di una generazione che ormai può considerarsi completamente di nativi digitali, bambini e ragazzi che hanno imparato a usare prima un pc o uno smarthphone che a camminare.
E come la tecnologia venga incontro alle esigenze di risparmio delle famiglie: perché, per esempio, l’acquisto di libri di testo in formato elettronico non ha, di fatto, abbattuto i costi in fatto di libri?
Potete discuterne sul nostro forum oppure commentare qui sotto. Fatelo, però. Il parere di chi la scuola la vive ogni giorno dall’interno è importantissimo. Per comprendere dove davvero si nasconda la verità.

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